12/11/2025
Il Governo e il Parlamento hanno stanziato circa 140 milioni l’anno per il triennio 2026-2028 a favore del comparto ippico, senza prevedere uno solo dei capitoli necessari a tutela e ricollocamento dei cavalli al termine della loro carriera sportiva. Lo si evince dall’analisi dei capitoli di spesa per l’ippica inseriti nel disegno di legge di bilancio attualmente in corso d’esame al Senato. Chiediamo una netta inversione di rotta a livello legislativo e di bilancio.
Cosa prevede il bilancio per l’ippica
Nelle ultime due leggi di bilancio (2024 e 2025) e nel disegno per il 2026–2028, sono previste decine di milioni di euro per l’industria ippica. Ecco, in sintesi, i principali capitoli:
Cosa invece non c’è
Non è prevista alcuna voce nel bilancio che assegni risorse destinate al benessere dei cavalli al termine della carriera agonistica; ad una riforma dell’anagrafe equina seria, efficiente, trasparente e tracciabile; ad un rafforzamento reale e vincolante dei controlli sul territorio, al di fuori degli ippodromi, contro corse clandestine, traffici di cavalli, abusi e maltrattamenti – fenomeni recentemente evidenziati dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie nella Relazione “zoomafie” (giugno 2025) – spesso collegati all’ippica.
Dove si trova l’iter della legge
Il disegno di legge n. 1689 (“Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale 2026-2028”) è stato presentato il 22 ottobre 2025 e si trova attualmente al Senato quale testo in attesa di assegnazione alle Commissioni competenti. Finché ciò non avverrà, non sono iniziati né la discussione in Commissione né la sede deliberante.
La richiesta di IHP
Chiediamo con urgenza a Governo e Parlamento di condizionare i contributi pubblici all’ippica: non più finanziamenti a pioggia all’industria delle corse finché non siano stanziati capitoli obbligatori per la tutela dei cavalli dismessi, l’anagrafe equina tracciabile e i controlli pubblici indipendenti; destinare risorse specifiche e vincolate a programmi di recupero, adozione e assistenza ai cavalli che escono dai circuiti ippici, oltre che alla messa in trasparenza dell’anagrafe; assicurare che la politica segua i fatti: le raccomandazioni della Commissione e delle forze investigative sulle corse clandestine devono tradursi in azioni concrete e spese pubbliche visibili.
È inaccettabile che il denaro pubblico continui a sostenere un sistema che sfrutta cavalli, senza prevedere alcuna tutela quando smettono di correre. Continuiamo a chiedere una svolta vera: per rispetto degli animali, per trasparenza, per legalità.
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