...i miei tesori non luccicano né tintinnano,
essi brillano nel sole e nitriscono nella notte...

 

 

Il viaggio dei cavalli invisibili

06/11/2026

Sulla statale 640, in provincia di Caltanissetta, a ottobre la Polizia Stradale ha fermato un camion con quattro cavalli nel cassone, tre dei quali di altri proprietari. Il conducente aveva una licenza per il trasporto in conto proprio di fiori e piante e non era iscritto all'Albo degli autotrasportatori; il mezzo aveva modifiche non autorizzate. Sanzioni per circa diecimila euro, camion sotto sequestro amministrativo. Nulla, a oggi, collega quei cavalli alle corse clandestine, ma resta aperta la domanda più importante: da dove venivano, e dove stavano andando?

Da qui è partito l'intervento di IHP al convegno ANITE sul trasporto di cavalli in conto terzi e in conto proprio, oggi a Fieracavalli, a Verona. La tesi: trasporti irregolari, corse clandestine e macellazione clandestina possono essere tappe di uno stesso percorso. Un legame organico non è stato accertato in un'unica indagine, ma gli atti mostrano che gli anelli si toccano.

Tre anelli

Il viaggio. A Messina, nel 2024, i due cavalli di una corsa clandestina, senza microchip, erano stati portati sul posto con furgoni non autorizzati al trasporto di cavalli. La relazione sulle zoomafie approvata nel luglio 2025 dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sugli illeciti ambientali e agroalimentari segnala esportazioni anomale di cavalli verso Libia e Tunisia, con documentazione carente: alcuni non sono mai arrivati a destinazione.

La corsa. A Palagonia, nel Catanese, l'8 maggio due puledri senza microchip hanno corso all'alba tra colpi sparati in aria, anche con un kalashnikov; a settembre è stato arrestato un ventunenne, al quale la Procura contesta il porto di un'arma da guerra con l'aggravante di aver agevolato un clan mafioso. A Castelvetrano il gip di Marsala ha disposto cinque misure cautelari per un ippodromo clandestino, in un'indagine partita da una denuncia di IHP.

Il macello. A Perugia è in corso il processo su un presunto sistema di macellazione clandestina tra Umbria e Puglia, in cui IHP è parte civile. Secondo l'accusa, oltre cento equidi venivano trasferiti sulla carta verso allevamenti dove non arrivavano mai e poi cancellati dalla Banca dati nazionale con il cosiddetto «codice Z».

Due gruppi, un punto di controllo

Nelle corse del Catanese e del Messinese compaiono spesso cavalli senza microchip: fuori dal sistema, arrivati con trasferimenti clandestini o di contrabbando. Per loro il problema è la carenza di controlli sul territorio, a partire da quelli delle ASL: una carenza di sistema, non di un ufficio o di una persona. Altri una vita ufficiale l'hanno avuta, come Evenafterall, sparito dai dati di trasporto dopo 32 corse in sei ippodromi e sequestrato nel 2023 dalla Questura di Messina in un'operazione contro le corse clandestine, o gli «scarti di pista» identificati dalla Questura di Catania nel 2025. Per loro il problema è un'anagrafe equina che consente di cancellare un cavallo senza giustificarlo con documenti.

Entrambi i gruppi, però, devono viaggiare: un cavallo dismesso in Toscana non arriva da solo in Sicilia. Controlli capillari sui trasporti permetterebbero di intercettarli tutti: sia quelli che il sistema non ha mai visto, sia quelli che ha perso di vista.

Le richieste

Da attuare subito: controlli sistematici sui trasporti, coordinati tra forze dell'ordine, Prefetture e ASL, fino a ricostruire provenienza e destinazione dei cavalli; controlli a tappeto sulle stalle non registrate, con sequestro, confisca e affidamento degli animali ai Centri di recupero; riforma dell'anagrafe; obbligo per chi trae profitto dai cavalli di farsene carico a fine carriera; sanzioni effettive e pene più severe per chi organizza le corse clandestine.

Infine, l'appello ai trasportatori in regola, che pagano l'abusivismo in concorrenza sleale e danni di reputazione: ogni controllo su strada, ogni segnalazione, ogni documento verificato è un'occasione per riportare un cavallo dentro il sistema, o per impedire che ne esca.

 

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