...i miei tesori non luccicano né tintinnano,
essi brillano nel sole e nitriscono nella notte...

 

 

Macellazioni clandestine a Perugia: patteggiamento accolto

23/03/2026

Il Tribunale di Perugia ha accolto la richiesta di patteggiamento presentata da Giovanni Barbetta, imputato nel procedimento nato dall’inchiesta sulle macellazioni clandestine di cavalli tra Umbria e Puglia, alla quale IHP si era opposta.

L’imputato è stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione, con conversione della pena in lavori di pubblica utilità. Il Tribunale ha inoltre stabilito gli importi economici relativi alle parti civili, riconoscendo un’offerta risarcitoria di 600 euro. IHP, costituita parte civile nel procedimento e rappresentata dall’avvocata Valentina Piccioli, critica con forza questo esito, ritenendolo inadeguato rispetto alla gravità del quadro contestato.

Avevamo già espresso contrarietà al patteggiamento perché parliamo di un procedimento che, per le ipotesi contestate e per l’impatto sulla tutela animale e sull’interesse pubblico alla legalità e alla tracciabilità, richiede una risposta effettiva e proporzionata. La conversione della pena in lavori di pubblica utilità e un risarcimento simbolico alle associazioni rischiano di trasmettere un messaggio devastante: che reati così gravi possano chiudersi senza una reale funzione deterrente.

Per IHP il punto non è “monetizzare” la vicenda, ma sottolineare che l’esito processuale deve essere commisurato a condotte che – secondo l’impianto accusatorio – non riguardano soltanto la violenza sugli animali, ma anche profili di sicurezza alimentare, tracciabilità e affidabilità dei registri pubblici.

Il procedimento nasce dall’operazione dei Carabinieri del NAS di Perugia del 5 febbraio 2025, coordinata dalla Procura, su un presunto sistema che avrebbe avviato alla macellazione equidi non destinati alla produzione alimentare, eludendo controlli sanitari e tracciabilità.  Nelle precedenti udienze IHP aveva già segnalato il rischio di un esito “riduttivo” rispetto alla portata dei fatti e aveva chiesto massimo rigore nella valutazione della proporzionalità della pena.

Per IHP, la vicenda va oltre il singolo processo: quando i sistemi di controllo e registrazione possono essere aggirati o manipolati, si indebolisce un presidio fondamentale per la tutela degli equidi, per la sicurezza dei consumatori e per la credibilità dello Stato nel contrasto a filiere illegali.