10/03/2026
IHP Italian Horse Protection esprime forte disappunto per il consenso prestato dal Pubblico Ministero alla richiesta di patteggiamento avanzata dalla difesa di Giovanni Barbetta, imputato nel procedimento nato dalla grande inchiesta sulla macellazione clandestina di cavalli tra Umbria e Puglia.
All’udienza del6 marzo scorso davanti al Tribunale penale di Perugia, la difesa ha chiesto di patteggiare una pena finale di 2 anni e 6 mesi, senza sospensione condizionale, con sostituzione della pena detentiva con lavori di pubblica utilità. Il PM ha prestato il consenso. Il Tribunale ha riservato la decisione alla prossima udienza fissata per il 20 marzo 2026.
Per IHP – ammessa come parte civile nel procedimento – l’eventuale accoglimento del patteggiamento rischia di rappresentare un esito sproporzionato rispetto alla gravità delle condotte contestate e al loro impatto, non solo sul piano della tutela animale ma anche su quello dell’interesse pubblico alla legalità, trasparenza e tracciabilità.
«Il 6 marzo si è tenuta udienza per uno degli imputati di maggior peso del processo nato a seguito della grande inchiesta sulla macellazione illegale di cavalli avviata dall’azione del Nas nel febbraio 2025», dichiara l’avvocata Valentina Piccioli, legale di IHP. «A giugno un primo troncone processuale aveva visto quattro imputati chiamati a rispondere dei reati di associazione a delinquere, maltrattamento e uccisione di animali, falso in atto pubblico telematico e commercio di sostanze alimentari nocive. Tutti avevano chiesto il patteggiamento. Per uno di essi avevamo rilevato che la pena era incongrua rispetto alla gravità dei fatti e il giudice, concordando col nostro rilievo, aveva rigettato il patteggiamento. All’ultima udienza lo stesso imputato ha riproposto il patteggiamento aumentando la pena e prospettando un risarcimento – pur esiguo – per le associazioni parte civile. Anche oggi abbiamo dichiarato la nostra contrarietà a quel patteggiamento che, pur prevedendo la rinuncia alla sospensione condizionale, comporterebbe la commutazione della pena in lavori di pubblica utilità. Il Tribunale si è riservato la decisione, che verrà comunicata alla prossima udienza del 20 marzo 2026».
IHP ricorda che l’inchiesta da cui nasce il procedimento riguarda un presunto sistema di macellazione clandestina che avrebbe avviato al macello equidi non destinati alla produzione alimentare, eludendo controlli sanitari e tracciabilità, con ipotesi investigative che includono anche falsificazioni e manomissioni dei registri. Un quadro che, per l’associazione, evidenzia una vulnerabilità strutturale del sistema di controllo e rafforza la necessità di una risposta giudiziaria effettiva e deterrente.
«La presenza delle associazioni per la tutela degli animali sta cercando di rendere giustizia agli animali maltrattati – oltre 100 cavalli – ed uccisi con sofferenza e di consentire al Tribunale di giungere ad applicare una pena proporzionata alla effettiva gravità e pericolosità dei fatti», conclude l’avvocata Piccioli.
IHP auspica che il Tribunale, nella decisione attesa il 20 marzo, valuti con massimo rigore la proporzionalità dell’eventuale patteggiamento: perché crimini di questa natura non possono essere trattati come episodi minori, né sul piano della tutela degli animali né su quello della credibilità dello Stato nel contrasto a sistemi illegali.