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West Nile: circolare del Ministero della Salute per la sorveglianza e la prevenzione. Tutto sulla WND

26/07/2025

Con l’avanzare della stagione estiva e l’aumento delle condizioni favorevoli alla proliferazione delle zanzare, il Ministero della Salute ha diramato una nuova circolare, datata 21 luglio 2025, con cui aggiorna le misure di prevenzione, sorveglianza e intervento contro la diffusione del virus West Nile. Il virus, trasmesso dalla zanzara comune (Culex pipiens), è ormai stabilmente presente in Italia ed è responsabile di una zoonosi che può colpire sia l’uomo sia alcune specie animali, tra cui i cavalli.

Secondo i dati ufficiali, al 20 luglio sono stati confermati dieci casi di infezione da virus West Nile in esseri umani, con due decessi registrati. Parallelamente, la sorveglianza veterinaria ha evidenziato la presenza del virus in undici gruppi di zanzare, in sette uccelli e in un cavallo. La diffusione del virus negli equidi è monitorata e documentata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo, centro nazionale di referenza. (Il bollettino aggiornato è consultabile qui: https://westnile.izs.it/j6_wnd/home)

Cos’è il virus del Nilo Occidentale

Il virus West Nile appartiene alla famiglia Flaviviridae e si trasmette attraverso il ciclo zanzara-uccello-zanzara. Il cavallo, così come l’uomo, è un ospite terminale: non contribuisce alla trasmissione, ma può contrarre l’infezione con conseguenze anche gravi. In Italia, il primo focolaio equino fu registrato nel 1998 in Toscana, nella zona del Padule di Fucecchio. Da allora, il Ministero della Salute ha attivato un Piano Nazionale di Sorveglianza specifico, operativo dal 2002.

Sintomi e rischi

Nei cavalli, l’infezione da virus West Nile può manifestarsi dopo un periodo di incubazione che varia dai tre ai quindici giorni. Sebbene molti casi siano asintomatici, negli ultimi anni si è osservato un aumento delle manifestazioni cliniche. I sintomi possono includere febbre, incoordinazione motoria, tremori, rigidità muscolare, difficoltà a mantenere la stazione quadrupedale, sonnolenza, ipersensibilità agli stimoli, paresi dei muscoli facciali, della lingua e difficoltà nella deglutizione. In alcuni casi la malattia può evolvere rapidamente, portando alla morte dell’animale o alla necessità di eutanasia. Tuttavia, se riconosciuti e trattati tempestivamente, molti cavalli possono guarire nel giro di una o due settimane.

Nella circolare del 21 luglio, il Ministero della Salute invita a intensificare le attività di informazione e sensibilizzazione rivolte ai proprietari di cavalli: l’obiettivo è ridurre il rischio di trasmissione del virus attraverso una serie di accorgimenti come l’impiego di repellenti specifici per cavalli, l’adozione di misure ambientali per il contenimento delle zanzare e, soprattutto, il ricorso alla vaccinazione. Attualmente sono disponibili vaccini autorizzati che hanno dimostrato buona efficacia e sicurezza.In un momento in cui la circolazione del virus West Nile è attiva e documentata, IHP rinnova l’appello alla responsabilità. Agire tempestivamente, informarsi, proteggere l’ambiente e affidarsi al proprio veterinario per la vaccinazione sono strumenti essenziali per salvaguardare la salute dei cavalli e limitare i rischi di diffusione della malattia.

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