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essi brillano nel sole e nitriscono nella notte...

 

 

Morte del cavallo Flambo: IHP presenta un esposto alla Procura per chiarire le cause ed accertare eventuali responsabilità

05/12/2014

(5 dicembre 2014)

Secondo alcune testimonianze pervenute alla nostra associazione qualche giorno fa, durante una sessione di “lavoro alla corda o longia”, un cavallo di nome Flambo sarebbe rovinosamente caduto a terra a causa dell’improprio uso delle due longie (o corde).

Il cavallo sarebbe rimasto a terra inerme, impossibilitato a rialzarsi e sarebbe stato quindi successivamente rimesso in piedi grazie all’intervento di uomini di scuderia, cavalieri, tecnici e utenti del circolo ippico e riportato a fatica nel suo box. Poche ore dopo sarebbe morto tra dolori e spasmi, senza essere visitato da alcun veterinario e senza che la proprietaria fosse stata avvertita dello stato di grave sofferenza del cavallo, che si è protratto per diverse ore.

L’IHP aveva subito inviato una lettera alle autorità competenti per chiedere l’accertamento delle segnalazioni ricevute, in attesa di conoscere l’esito dell’autopsia eseguita dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana.
E purtroppo l’esame autoptico ha confermato che qualcosa di molto strano è successo quel giorno: Flambo ha riportato la frattura scomposta della 4° e della 5° vertebra cervicale.

Perché, se è vero quanto ci hanno riferito alcuni testimoni, il cavallo sarebbe stato fatto rialzare a forza, sospinto nel box e lasciato lì agonizzare per 3 ore e mezza? Perché alla proprietaria, telefonicamente, sarebbe stato detto che aveva “una leggera colica, nulla di preoccupante”, circostanza invece esclusa dall’autopsia?
Per fare piena luce su questa vicenda abbiamo presentato oggi un esposto alla Procura della Repubblica.

"Ci capita spesso di ricevere segnalazioni relative a pratiche addestrative violente e caratterizzate da inammissibile sottomissione del cavallo, che consistono nel gettarlo a terra forzatamente attraverso l’uso combinato delle due longie - dichiara Sonny Richichi, presidente IHP - Tali pratiche mettono a rischio la salute, il benessere e la vita dell’animale, sono contrarie ai principi della FISE, del CONI e della FEI relativamente alla gestione del cavallo e violano la normativa in vigore: Codice per la tutela e la gestione degli equidi del Ministero della Salute e Codice penale art. 544 bis e seguenti."

Non sappiamo se questo è stato il caso di Flambo e sarà la Procura ad accertarlo.
Di certo sarebbe una strana coincidenza – qualora verificata - la segnalazione di un analogo incidente nel medesimo centro ippico, occorso a una cavalla che avrebbe riportato la frattura di due vertebre coccigee. Abbiamo girato anche questa segnalazione alle autorità competenti per gli approfondimenti del caso.