...i miei tesori non luccicano né tintinnano,
essi brillano nel sole e nitriscono nella notte...

 

 

Sotto le piramidi nessun cavallo è fortunato

24/10/2026

Il Longines Global Champions Tour, il circuito internazionale di salto ostacoli fondato da Jan Tops, ha fatto tappa per la prima volta in Egitto, ai piedi delle piramidi di Giza. Il montepremi complessivo è stato di 1,75 milioni di euro, un milione dei quali per il Gran Premio. L'accordo con il governo egiziano, annunciato a gennaio al Cairo alla presenza del primo ministro Mostafa Madbouly, prevede cinque edizioni.

Sullo stesso altopiano lavorano ogni giorno cavalli, asini e dromedari che portano in giro i turisti.

Due mondi sullo stesso altopiano

Per i cavalli del concorso l'Egitto ha predisposto un sistema di protezione sanitaria su misura. Secondo l'autodichiarazione trasmessa dalle autorità egiziane all'Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH), all'evento partecipano fino a 103 cavalli, tutti provenienti dall'Unione europea per questa prima edizione. Arrivano in aereo, vengono trasferiti dall'aeroporto del Cairo con mezzi sigillati e scortati dalla polizia e restano in una zona dichiarata libera da malattie equine, di circa nove ettari, con accessi controllati, controllo della temperatura due volte al giorno e supervisione veterinaria continua.

Le condizioni degli equidi impiegati nel turismo sullo stesso altopiano sono denunciate da anni da associazioni come Egypt Equine Aid, Pferdehilfe Kairo e Brooke. PETA Asia, che conduce indagini a Giza dal 2019, ha diffuso nel 2025 immagini di cavalli e cammelli denutriti, feriti e malati e di carcasse di animali abbandonate vicino alle piramidi. Lo stesso presidente di Orascom Pyramids Entertainment, la società che gestisce la riqualificazione dell'area, Amr Gazarin, ha definito «terribile» la situazione degli animali, aggiungendo però che l'obiettivo è regolamentare chi li gestisce, non eliminare l'attività.

Riforme annunciate, risultati da dimostrare

Gli annunci non sono mancati. Già nel 2020, secondo quanto riportato da PETA, il ministero del Turismo egiziano aveva comunicato l'intenzione di vietare le escursioni a cavallo e in cammello intorno alle piramidi. Nel 2024 i ministeri del Turismo e dell'Agricoltura hanno avviato un programma di protezione degli animali nei siti archeologici e quest'anno, secondo Cavallo 2000, il governatorato di Giza ha modificato le regole sul noleggio degli animali, con la revoca della licenza per chi li ferisce o maltratta. A giugno diversi media internazionali hanno rilanciato la notizia di una graduale sostituzione delle escursioni con bus elettrici, ma senza riferimenti a un atto ufficiale: il divieto, finora, non risulta in vigore.

In occasione del concorso, gli organizzatori hanno presentato un progetto per rafforzare l'assistenza veterinaria e migliorare le condizioni di lavoro dei cavalli del plateau, guidato dalla Federazione equestre egiziana con i servizi veterinari pubblici, il governatorato di Giza, Orascom Pyramids e Brooke. Come rileva Cavallo 2000, non sono stati indicati budget, numero di animali coinvolti né obiettivi misurabili. PETA, che chiede il divieto delle escursioni, osserva che si tratta del quarto programma di questo tipo in meno di quattro anni.

La falsa distinzione tra cavalli fortunati e sfortunati

Sarebbe un errore dividere i cavalli «fortunati», che gareggiano negli sport equestri e vivono tra scuderie e paddock, e quelli sfortunati, sfruttati per il turismo.

Per IHP non esistono cavalli fortunati quando un cavallo è usato per gli interessi e il divertimento dell'uomo. I cavalli del salto ostacoli vivono in larga parte in box, sono sottoposti a doma e addestramento con strumenti coercitivi, vengono trasportati da un continente all'altro per competere e, quando smettono di essere competitivi, non hanno alcuna presa in carico strutturata. Le loro condizioni materiali possono essere migliori di quelle di un cavallo da escursione a Giza, e a Giza lo dimostra la differenza di trattamento sanitario tra i due gruppi. Ma la logica è la stessa: l'animale vale finché rende. Per questo IHP è contraria all'uso dei cavalli negli sport equestri e nelle gare, così come alle passeggiate e alle escursioni a cavallo, in Egitto come in Italia.

Il benessere di un cavallo coincide con la possibilità di muoversi liberamente nell'arco delle ventiquattro ore, di vivere in gruppo e di pascolare. Nessuna di queste condizioni è compatibile con una carriera agonistica, né con il lavoro quotidiano di chi porta turisti in sella.

Il mercato si è già mosso

Il caso di Giza si lega a quanto IHP ha raccontato a settembre a proposito dei grandi operatori del turismo digitale. Tripadvisor ha smesso di vendere i biglietti per le corse dei cavalli, in applicazione di una politica che esclude le esperienze in cui gli animali sono esposti a rischio di lesioni o di morte per sport o intrattenimento. Booking.com non collabora con attività che includono gare tra animali di qualsiasi tipo. Airbnb esclude le corse dei cavalli e il polo e vieta il traino di carrozze in ambiente urbano.

Sono scelte importanti, perché mostrano che una parte crescente dei viaggiatori non vuole più pagare per esperienze costruite sullo sfruttamento degli animali. Ma restano parziali: Tripadvisor e Booking.com continuano a consentire passeggiate ed escursioni a cavallo, purché rispettino i propri standard. Sono le stesse esperienze che a Giza mostrano il loro volto peggiore. Il criterio che le piattaforme applicano alle corse, cioè non trarre profitto da attività che espongono gli animali a rischi per il divertimento delle persone, vale anche per le escursioni turistiche e per le competizioni equestri.

IHP chiede alle piattaforme di turismo digitale di proseguire su questa strada ed escludere dalla propria offerta anche le passeggiate e le escursioni con equidi. E chiede ai viaggiatori di non acquistarle: a Giza come nelle località turistiche italiane.

Leggi anche

Vacanze senza sfruttamento: il turismo digitale sceglie di proteggere gli animali (settembre 2026) –