...i miei tesori non luccicano né tintinnano,
essi brillano nel sole e nitriscono nella notte...

 

 

Doping, i controlli ci sono. Sul fine carriera, il silenzio

12/10/2026

Ad agosto 2026 nel comparto ippico sono stati eseguiti 1.302 controlli antidoping, con cinque positività, pari allo 0,38% dei test. I dati sono stati diffusi dalla Direzione generale per l'Ippica del Masaf. Nel trotto i controlli sono stati 1.041: 967 in corsa, con tre positività, e 74 in allenamento, tutti negativi. Nel galoppo 261, tutti in corsa, con due positività. Da gennaio ad agosto i test sono stati 9.380 e le positività 18, lo 0,19%, tutte su prelievi in corsa.

Un controllo pensato per la gara

Il sistema di monitoraggio viene presentato come presidio della regolarità delle gare e, insieme, del benessere dei cavalli. Ma l'antidoping è il requisito minimo di qualunque attività che si definisca sportiva: serve prima di tutto a garantire che una corsa su cui si scommette sia regolare. Che un cavallo non venga dopato ci pare il requisito minimo e non dice nulla su come vive, su come viene allenato, su che cosa gli accade quando smette di correre.

Anche dentro questo modesto perimetro i numeri vanno letti con attenzione. Ad agosto i prelievi in allenamento sono stati 74 su 1.302, nessuno nel galoppo. Eppure i dati ufficiali del 2024 indicavano nei centri di allenamento una percentuale di positività molto più alta che in pista: 2,3% contro 0,35% nel trotto, 0,96% contro 0,37% nel galoppo.

Il silenzio sul fine carriera

Inoltre, viene misurato ciò che accade al cavallo finché è utilizzabile ma si smette di occuparsene quando non lo è più: non c’è nessun sistema di monitoraggio di cosa accade ai cavalli che lasciano le corse, non esiste un obbligo per i proprietari di garantirne il mantenimento, né un fondo dedicato al ricollocamento. È proprio in questo vuoto che talvolta i cavalli dismessi passano ai commercianti e anche ai circuiti clandestini. Un'industria che si regge sullo sfruttamento dei cavalli finché rendono non può rivendicare attenzione al loro benessere esibendo i test antidoping.

IHP resta contraria all'impiego dei cavalli nell'ippica e, finché il sistema esiste, chiede che la tutela dopo la carriera diventi un obbligo, con fondi dedicati e una tracciabilità reale.

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