...i miei tesori non luccicano né tintinnano,
essi brillano nel sole e nitriscono nella notte...

 

 

L'omertà del Palio

30/09/2026

Il Palio dell'Assunta 2026 si è corso a Siena martedì 18 agosto, dopo due rinvii consecutivi per pioggia. Ha vinto la Contrada del Nicchio con Giovanni Atzeni detto Tittia su Anda e Bola. Quello che si è visto in Piazza del Campo è, ancora una volta, sofferenza presentata come tradizione.

Un'ora tra i canapi

La mossa è durata oltre un'ora, con tre partenze annullate e le contrade richiamate più volte fuori dai canapi. Nelle immagini trasmesse da La7 si vedono i fantini tirare con forza e ripetutamente le redini, agendo sulla bocca dei cavalli attraverso le imboccature. Un cavallo si è impennato fino a ribaltarsi.

Per sessanta minuti animali già esposti al rumore della piazza, alla folla e allo stress di due giorni di rinvii sono stati tenuti in una condizione di tensione fisica e psicologica continua. I cavalli non scelgono di essere lì, non conoscono le regole della corsa né il senso della festa. Ci vengono portati per lo spettacolo.

La caduta dopo il traguardo

Subito dopo il bandierino, mentre Atzeni alzava il nerbo, cavallo e fantino si sono scontrati con persone già scese in pista a festeggiare e sono caduti entrambi. Il cavallo si è rialzato; il fantino è rimasto immobile sul tufo, è stato portato via in barella e trasferito all'ospedale di Santa Maria alle Scotte con un trauma cranico. Anda e Bola è stato visitato dai veterinari e dichiarato in buono stato: invano abbiamo chiesto formalmente al Comune di Siena di avere aggiornamenti sulle sue condizioni. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, nel corso del Palio sono state soccorse 24 persone, sette delle quali trasportate in ospedale.

La censura in diretta

Nella diretta di La7, al momento della caduta la regia ha staccato le inquadrature e il commento non ne ha fatto cenno. In quei minuti nessuno poteva sapere in che condizioni fossero un cavallo caduto e un uomo a terra, immobile. Tacere non è stata una svista: è stata una scelta editoriale, che ha messo la tutela dell'immagine dell'evento davanti all'informazione.

È lo stesso silenzio che accompagna i cavalli a ogni edizione: ciò che accade loro tra i canapi, nelle curve, dopo la corsa, resta fuori dal racconto. Questa è l'omertà del Palio, verso gli animali e verso le persone. Il Palio non è tradizione: è una tortura legalizzata che va abolita.

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