22/09/2026
Martedì 16 settembre 2026, alle aste americane di galoppo, un puledro di un anno — figlio dello stallone Gun Runner e della fattrice Luna Rosa — è stato acquistato dal gruppo AMO Racing per 3,1 milioni di dollari. Lo riporta Grande Ippica Italiana. L'animale, presentato con il numero 313 e allevato in Kentucky da Rosa Colasanti, è fratello pieno di Locked, vincitore di più prove di Grade 1. Il prezzo lo ha reso uno dei soggetti più costosi della giornata.
A spiegare la logica dell'operazione è stato Ben McElroy, rappresentante dell'acquirente: «Considerando quello che abbiamo pagato oggi, dobbiamo sperare di ottenere lo stesso risultato». E ancora: «Il cavallo aveva molto senso anche a quel prezzo». Il programma prevede la doma ad Ocala e l'inizio della preparazione agonistica tra aprile e maggio del prossimo anno. «Kia sceglierà l'allenatore», ha aggiunto McElroy, riferendosi al proprietario.
Il valore del puledro, nelle parole di chi l'ha comprato, dipende interamente da ciò che saprà produrre in pista. La bellezza fisica è citata come elemento accessorio, il pedigree come garanzia di rendimento, il prezzo come investimento da ammortizzare con i risultati. L'animale in quanto tale — le sue esigenze, il suo benessere, la sua natura — non compare mai nel ragionamento.
Per IHP, notizie come questa parlano da sole. Nel mondo dell'ippica il cavallo è, prima di tutto e soprattutto, una voce di bilancio. Vale nella misura in cui vince, produce reddito, rivaluta l'investimento. Quando smette di farlo, diventa uno "scarto di pista" ed è a quel punto che la filiera che IHP documenta da anni prende il sopravvento: dismissioni opache, movimentazioni non tracciate, macelli clandestini. Ma il problema non nasce quando il cavallo finisce fuori dal circuito: nasce molto prima, nella mentalità con cui l’ippica concepisce i cavalli fin dal giorno in cui nascono.
FOTO: GRANDE IPPICA ITALIANA