...i miei tesori non luccicano né tintinnano,
essi brillano nel sole e nitriscono nella notte...

 

 

Scommesse illegali sull’ippica: il Regno Unito lancia l’allarme

17/09/2026

Il Betfred St Leger Festival ha celebrato quest'anno i 250 anni della corsa ippica classica più antica del mondo: nato nel 1776 a Doncaster, quattro anni prima del celebre Derby di Epsom, lo St Leger rappresenta l'appuntamento di punta della stagione ippica britannica.

Secondo le stime del Betting and Gaming Council (BGC), l'associazione di categoria del settore del betting nel Regno Unito, durante l'intero meeting circa 8 milioni di sterline sarebbero stati scommessi su piattaforme prive di regolare autorizzazione. Per la sola gara principale, il flusso illecito stimato supera i 2 milioni di sterline. Grainne Hurst, CEO del BGC, ha sottolineato che i grandi eventi sportivi attirano chi vuole sfruttare l'entusiasmo del pubblico per alimentare circuiti fuori da qualsiasi controllo.

Un problema che non conosce confini

In Italia, una delle operazioni più recenti risale all’agosto 2025 quando la Guardia di Finanza di Viareggio (Lucca) ha smantellato un maxi giro di scommesse stimato in oltre 50 milioni di euro che andava avanti almeno dal 2019: il sistema clandestino di raccolta e pagamento in codice avveniva attraverso WhatsApp e riguardava anche le corse dei cavalli. 

Il mercato regolamentato non basta

La risposta istituzionale, tanto in Gran Bretagna quanto in Italia, tende a concentrarsi sulla difesa del mercato legale come argine all'illegalità. È una logica totalmente insufficiente se non viene accompagnata da una tracciabilità effettiva dei cavalli, da controlli seri sui passaggi di proprietà, da una verifica sistematica delle attività a cavallo tra settore ufficiale e circuiti informali.

Nel nostro Paese, infatti, alle attività degli allibratori illegali – che secondo numerose inchieste, riportate nel dossier Azzardomafie dell’associazione Libera, sono controllate dai clan mafiosi – si aggiunge la piaga delle corse clandestine di cavalli che IHP denuncia da oltre un decennio. Anche dopo essere usciti dal circuito delle corse ufficiali, esposte al fenomeno delle corse clandestine, i cavalli continuano a correre illegalmente per produrre altri soldi.  

Finanziare il circuito ufficiale senza riformare l'anagrafe equina, senza imporre una tracciabilità reale e senza costruire un sistema obbligatorio di tutela post-carriera non significa proteggere i cavalli: significa continuare a ignorare il percorso che, nei casi peggiori, li porta dalla pista al macello clandestino.
Fonti
Betting and Gaming Council (BGC)
https://bettingandgamingcouncil.com/ 
Betfred St Leger Festival / Doncaster Racecourse
https://www.doncaster-racecourse.co.uk/