...i miei tesori non luccicano né tintinnano,
essi brillano nel sole e nitriscono nella notte...

 

 

Amatrice, IHP chiede il blocco immediato della marchiatura dei cavalli

04/09/2026

IHP ha presentato oggi un esposto alla Stazione Carabinieri di Amatrice e all'ASL di Rieti – Dipartimento di Prevenzione, chiedendo l'intervento immediato per bloccare la marchiatura di cavalli annunciata per domani, 5 settembre, nell'ambito della manifestazione "Amatrice A Cavallo", in programma a Torrita di Amatrice.

Secondo quanto pubblicizzato dagli organizzatori, il 5 settembre dalle ore 9 è prevista la marchiatura – a fuoco o a freddo – dei cavalli appartenenti al libro genealogico CAITPR–ANACAITPR, in presenza di pubblico e potenzialmente di minori. IHP ritiene che la pratica integri gli estremi del reato di maltrattamento di animali e ha chiesto alle Autorità di sequestrare il materiale predisposto allo scopo e di denunciare i responsabili.

UNA PRATICA VIETATA DALLA NORMATIVA VIGENTE

Il decreto del 30 settembre 2021 sull'anagrafe degli equidi stabilisce che il microchip è l'unico strumento di identificazione ammesso ai fini dell'iscrizione nella Banca Dati Nazionale Equidi. Il disciplinare del libro genealogico ANACAITPR, che prevede la possibilità di marchiare "a discrezione del proprietario", non può derogare a una normativa nazionale di rango superiore.

La marchiatura – indipendentemente dalla tecnica impiegata – costituisce un atto doloroso e traumatico per l'animale, privo di qualsiasi necessità giustificabile. Configura pertanto la fattispecie di maltrattamento di animali. Con l'entrata in vigore della legge 6 giugno 2025, n. 82, che ha introdotto la rilevanza penale della sofferenza dell'animale anche in assenza di lesioni fisiche dirette, ogni condotta che imponga patimenti evitabili è penalmente perseguibile. La marchiatura risponde esattamente a questa definizione.

La circostanza che la pratica si svolga in pubblico, alla presenza potenziale di minori, aggrava ulteriormente il quadro: si configurerebbe uno spettacolo diseducativo e lesivo della dignità degli animali in quanto esseri senzienti, in contrasto con i valori sanciti dall'articolo 9 della Costituzione.

"La marchiatura è una pratica crudele e giuridicamente ingiustificata: il microchip esiste, funziona e non provoca sofferenza- dice Sonny Richichi, presidente di IHP-. Presentarla come tradizione o come esigenza tecnica del libro genealogico non regge né sul piano normativo né su quello etico. Abbiamo chiesto alle Autorità di intervenire prima che si materializzi un reato. Se la marchiatura dovesse avvenire ugualmente, IHP depositerà immediatamente querela per individuare le responsabilità."

Attraverso un esposto presentato oggi, IHP ha chiesto alle Autorità competenti l’intervento  immediato per bloccare lo svolgimento di qualsiasi pratica di marchiatura; il sequestro del materiale predisposto allo scopo e la denuncia di chiunque ne sia in possesso; l'applicazione della normativa vigente sull'identificazione degli equidi, che indica nel microchip l'unico strumento legalmente ammesso.