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essi brillano nel sole e nitriscono nella notte...

 

 

Ad Arezzo la pony muore Beauty al Pony Master Show. È il secondo in due anni.

27/04/2026

Sabato 25 aprile, durante il Pony Master Show all'Arezzo Equestrian Centre — il principale appuntamento nazionale di concorsi ippici riservati a bambini e adolescenti, organizzato sotto l'egida della Federazione Italiana Sport Equestri — una pony di nome Beauty è morta. Fonti indipendenti di IHP confermano la dinamica: il bambino che la montava è caduto, le redini si sono impigliate nelle zampe dell'animale che, presa dal panico, ha cominciato a fuggire senza che nessuno riuscisse a fermarla, ha superato persone e ostacoli, è uscita dall'area di gara ed è caduta in un fosso adiacente. La frattura di una vertebra non le ha lasciato scampo. Sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco per tirarla fuori.

Quello che è accaduto dopo è ciò che IHP non può e non intende tacere: le competizioni hanno proseguito normalmente. Le premiazioni si sono svolte. Sui social sono comparse immagini di festeggiamenti, di bambini sul podio, di atmosfere da grande evento. Come se niente fosse accaduto. Come se un essere vivente non avesse appena perso la vita nell'arena in cui era stato costretto a gareggiare.

Già visto. Stesso posto.

Non è la prima volta che accade all'Arezzo Equestrian Centre. Il 12 maggio 2024, durante un concorso di salto ostacoli con categoria pony, era morta in gara Mountgrove Golden Girl: aveva 16 anni. Anche in quel caso le gare erano riprese dopo pochi minuti, senza una comunicazione trasparente né sul momento né nei giorni seguenti. La notizia era trapelata solo in qualche commento sui social. IHP aveva raccolto le testimonianze di persone presenti, aveva chiesto conferma alla FISE — che aveva risposto — e aveva denunciato pubblicamente quell'atteggiamento, chiedendo alla Federazione di prendere posizione.

Nessun provvedimento noto è seguito. Nessun protocollo è stato adottato. E ora siamo di nuovo qui: stesso centro equestre, stesso tipo di manifestazione federale, stesso copione.

Il messaggio che si trasmette ai bambini

Il Pony Master Show è considerato il più importante appuntamento nazionale dell'equitazione giovanile italiana (“uno degli eventi di punta del calendario federale”, scrive la FISE sul suo sito) e coinvolge centinaia di bambini e adolescenti da tutta Italia, le loro famiglie. È, nelle intenzioni dichiarate, un evento educativo. Un'occasione di crescita.

Quale crescita, quale educazione trasmette un sistema che, di fronte alla morte di un animale impiegato contro la sua volontà nella competizione, abbassa la testa per trenta secondi e poi riprende come se niente fosse? Che festeggia risultati e distribuisce medaglie poche ore dopo? Che promuove la propria immagine sui social con sorrisi e podii, mentre un corpo giace ancora sul campo?

In nessuno sport al mondo, se un atleta muore durante una gara, la competizione prosegue e i risultati vengono celebrati. In nessuno. Salvo che nell'equitazione, dove il cavallo — che la FISE con un obbrobrio definisce "atleta" — smette di esistere nel momento in cui smette di essere utile.

IHP scrive alla FISE

IHP invierà una lettera formale alla Federazione Italiana Sport Equestri per chiedere: quali provvedimenti sono stati adottati — o si intende adottare — a seguito di questo secondo episodio nello stesso centro equestre? Esiste un protocollo che preveda almeno la sospensione delle gare in caso di morte di un equide durante la manifestazione? Se non esiste, perché? E cosa intende fare la FISE per garantire che un fatto del genere non si ripeta una terza volta?

Questo non è "sport".

 

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