23/01/2026
Nel febbraio del 2024, i Carabinieri del Nas di Livorno segnalarono alla magistratura il proprietario e l’allenatore di Natris, una cavalla che era risultata positiva ai controlli antidoping: secondo i militari, i due le avrebbero somministrato sostanze vietate per aumentarne le capacità agonistiche. La legge prevede che questo configuri il reato di maltrattamento, ma il Pubblico Ministero competente, nel giugno scorso, ha chiesto l’archiviazione perché a suo giudizio non c’erano elementi per sostenere che ci fosse stato dolo.
Ma secondo i veterinari e gli avvocati di IHP, le cose stanno diversamente: a Natris era stato somministrato etamsilato, un antiemorragico il cui impiego prevede di non svolgere attività fisica perché questo potrebbe mettere a rischio l’integrità del circolo ematico polmonare. La stessa cavalla era stata poi sospesa anche nel luglio 2022 per l’uso dello stesso farmaco, dopo aver corso a Merano.
Per noi il punto è chiaro: se il farmaco è stato somministrato alla cavalla per curare o prevenire una patologia, automaticamente non doveva correre; se il farmaco è stato somministrato alla cavalla in salute per doparla, è maltrattamento. Quindi ci siamo opposti alla richiesta di archiviazione e abbiamo chiesto che si facciano ulteriori indagini. Il Gip deciderà alla prossima udienza che è fissata al Tribunale di Pisa per il 28 gennaio.
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