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Cavalli uccisi a Tarquinia: IHP si oppone all'archiviazione

16/01/2026

L’associazione contesta la richiesta di archiviazione nei confronti del Dott. Alan Maximilian Risolo, veterinario incaricato della telenarcosi, e del Dott. Marco Perroni, veterinario ASL – entrambi inizialmente indatati dallo stesso PM con l’ipotesi di reato di uccisione di animali (art. 544 bis c.p.) - ritenendo le indagini finora svolte parziali, lacunose e non idonee a chiarire le gravi responsabilità emerse nella gestione dell’intervento.

«Non possiamo accettare che una vicenda di tale gravità venga archiviata senza aver chiarito fino in fondo quanto accaduto», dichiara Sonny Richichi, Presidente di IHP. «Quei cavalli potevano e dovevano essere salvati. L’abbattimento non era l’unica soluzione possibile e le modalità operative adottate sollevano interrogativi seri sotto il profilo professionale, etico e giuridico. Chiediamo che le indagini proseguano e che vengano accertate tutte le responsabilità».

Dagli atti del procedimento emergono numerose contraddizioni tra le versioni fornite dai soggetti coinvolti, gravi omissioni investigative e l’assenza di approfondimenti tecnici fondamentali, a partire dalla correttezza dei farmaci utilizzati per la sedazione e dalla verifica dell’esistenza di alternative concrete all’abbattimento.

«La tutela degli animali non può essere subordinata alla fretta o alla mancanza di programmazione», prosegue Richichi. «Parliamo di quattro cavalli, due dei quali giovani puledre domestiche e microchippate, abituate al contatto umano. In un’area che, come documentato, era pianeggiante e parzialmente recintata, esistevano soluzioni diverse dall’uccisione. È dovere delle istituzioni dimostrare di aver fatto tutto il possibile prima di arrivare a una decisione irreversibile».

IHP ribadisce che le indagini svolte finora non hanno chiarito perché non siano state tentate ulteriori tecniche di contenimento, perché non sia stata messa in sicurezza l’area con recinzioni mobili o con l’interdizione temporanea del traffico e perché non sia stata disposta alcuna consulenza medico-veterinaria indipendente.

«Come associazione continueremo a perseguire ogni strada legale affinché venga fatta piena luce su quanto accaduto», conclude il Presidente di IHP. «Lo dobbiamo a quei cavalli e lo dobbiamo a tutti coloro che credono in una gestione degli animali fondata sulla competenza, sulla responsabilità e sul rispetto della vita».

IHP continuerà a vigilare e ad agire affinché episodi come quello di Tarquinia non vengano normalizzati né dimenticati.

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