...i miei tesori non luccicano né tintinnano,
essi brillano nel sole e nitriscono nella notte...

 

 

Intervista alla proprietaria di Solanos

  • Veterinaria

(10 aprile 2010)
Pubblichiamo un’intervista alla proprietaria di Solanos, il cavallo positivo all’anemia infettiva equina che stava per essere abbattuto e che è stato salvato grazie a IHP. Dalle risposte emerge in maniera evidente l’assurdità dell’attuale normativa: vediamo allora come una semplice Ordinanza ministeriale “di sorveglianza” può trasformarsi, indirettamente, in una sentenza di morte di equini in perfetta salute.
In attesa che questa venga presto modifica, ribadiamo il nostro appello: IHP non può essere l’unica soluzione per i tanti proprietari che devono affrontare questa situazione. Pertanto invitiamo chiunque abbia sensibilità verso i cavalli e disponibilità di un terreno adeguato che rispetti i limiti dell’attuale Ordinanza, a destinarlo ad accogliere a pensione cavalli sieropositivi.


Quando hai scoperto che Solanos è positivo all’anemia infettiva equina?
"A febbraio di quest’anno: Solanos è risultato negativo al test di Coggins e positivo al test “Elisa” (quest’ultimo effettuato per la prima volta). Le controanalisi effettuate al Centro di Referenza per Anemia Infettiva a Pisa hanno dato esito positivo a entrambi i test."


Negli anni scorsi erano stati eseguiti altri test?
"Sì, ogni anno è stato effettuato il prelievo per il test di Coggins, sempre con esito negativo. Tanto che, per quello che ho letto riguardo l’AIE e i test, per me è ragionevole pensare che Solanos fosse positivo chissà da quanto tempo, senza essere stato riconosciuto tale nei precedenti anni e senza aver mai trasmesso il virus alle decine di cavalli con cui è stato costantemente a contatto."


Dove e come hai reperito informazioni sull’AIE e su come si trasmette?
"Su vari siti internet, tramite i motori di ricerca e sfruttando la mia competenza scientifica in quanto sono un medico. Ma purtroppo ho riscontrato che è molto complicato verificare l’attendibilità di ciò che viene riportato sull’AIE, non essendoci fonti ufficiali che spieghino bene il fenomeno."


Quanto hai contattato IHP, avevi già firmato una disposizione di abbattimento di Solanos: come mai?
"Ero reduce da diversi giorni passati a studiare questa malattia e a cercare di capire perché un cavallo sano deve essere considerato così rischioso da doverlo isolare e allontanare a vita, quando invece le caratteristiche di questo virus sono tali da rendere quasi impossibile il contagio e quando so che in Italia transitano ogni anno migliaia di cavalli destinati al macello, provenienti dai Paesi dell’Est e sui quali il controllo di sieropositività non viene effettuato.
Mi sentivo sotto pressione perché non riuscivo a trovare una soluzione per Solanos: da un lato il muro della legislazione vigente, dall’altro i tentativi vani di trovare un luogo idoneo dove trasferirlo, rispettando le distanze previste dall’Ordinanza ministeriale. E poi, in tutto questo, paradossalmente mi sentivo in colpa nei confronti del maneggio e degli altri proprietari dei cavalli lì ospitati, che si sono visti imporre un sequestro che dura ancora oggi. Ero disperata e no vedevo una via d’uscita."


Come mai hai contattato IHP?
"Sempre attraverso le mie ricerche in internet, mi sono imbattuta nella storia della cavalla Dimmi Che Sì, salvata grazie alla possibilità di trasferirla a Filicaja presso la vostra struttura. A quel punto ho deciso di fare un ultimo tentativo."


Se non viene modificata l’attuale normativa, dovrai rimanere separata da Solanos per tutta la vita. Come ti fa sentire questo?
"Mi fa sentire male e molto addolorata. Anche a causa di passate esperienze personali poco felici, vivo come una tragedia il distacco da qualcuno a cui sono affezionata. E Solanos è parte della famiglia da sempre. Non lo trovo giusto e spero che il Ministero prenda atto delle evidenze scientifiche e modifichi profondamente l’attuale normativa."


Solanos è stato salvato in extremis da una morte assurda e non giustificabile, grazie a te e a IHP. Cosa provi, pensando a tutti quei cavalli in piena forma abbattuti o macellati in questi ultimi 3 anni solo perché positivi all’anemia infettiva equina, e ai loro proprietari?
"Rabbia e pena. Se Solanos fosse stato abbattuto, non so cosa mi sarebbe successo a livello psicologico: non mi sarei mai perdonata di aver decretato io, con la mia firma, la condanna a morte del mio cavallo. Magari per poi scoprire, tra qualche tempo, che l’AIE non sarà più considerata un pericolo. Provo pena per tutti quei cavalli che non ci sono più, sani e forti come Solanos, addormentati per sempre perché positivi a una malattia che tutto è tranne che pericolosa e facilmente trasmissibile. Provo rabbia anche per il modo in cui le situazioni come le mie vengono trattate dalle istituzioni, cioè senza la minima considerazione delle ragioni affettive ed emotive del proprietario. Il diritto alla vita viene calpestato dalla burocrazia e dagli interessi economici."