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Divieto carrozze in città: IHP scrive a Regione Toscana

Divieto carrozze in città: IHP scrive a Regione Toscana
(26 luglio 2019)

IHP si rivolge direttamente alle Istituzioni regionali con una lettera al Presidente e ai Gruppi politici del Consiglio Regionale Toscana (Forza Italia, Fratelli d'Italia-AN-Liste civiche per Giorgia Meloni, Gruppo Misto, Lega Nord, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Sì - Toscana a Sinistra), per illustrare nei dettagli la complessità della tutela dei cavalli in questo settore.

È molto accesa la discussione, in questi giorni, su un possibile emendamento all'articolo 70 del codice della strada che, se approvato, sancirebbe il divieto di circolazione delle carrozze trainate da cavalli su strade urbane. Il consigliere regionale di Forza Italia, Marco Stella, vicepresidente dell'Assemblea toscana, ha presentato una mozione “per evitare che le carrozze spariscano dalle vie e piazze delle città toscane e di tutta Italia”, preoccupato che ciò possa addirittura “far perdere l'identità culturale delle nostre città e squalificare l'offerta turistica”.

Di seguito le informazioni che ci preme condividere, come associazione di tutela del benessere del cavallo che peraltro ha sede proprio in questa stessa Regione.

- Gli equidi sono animali con precise caratteristiche etologiche, evoluti come prede e le cui minimali condizioni di benessere prevedono che essi possano pascolare in ampi spazi liberamente e stare con i propri simili (sono animali fortemente sociali e gregari), naturalmente scalzi, cioè privi di ferratura. Qualsiasi condizione li costringa a stare fermi immobili e senza alcun contatto con i propri simili è già di per sé una forma di privazione sensoriale. Se le privazioni sensoriali si sommano e sono protratte nell'arco delle 24 ore, si sconfina nell'abuso perché le conseguenze sugli animali possono essere gravi.

- In stretta relazione al punto precedente, è bene sapere che il problema della tutela del benessere dei cavalli non è legato solamente all'attività di traino, al peso, alle temperature, all'asfalto, ecc… ma anche e soprattutto alla vita innaturale che questi animali sono costretti perennemente a subire: è notorio che, fuori dall'attività di traino, i cavalli dei fiaccherai sono confinati per lo più in box piccoli e individuali per tutto il loro tempo (per fare gli esempi più noti: le stalle delle Cascine a Firenze e quelle del Testaccio a Roma).

- La prolungata postura a cui sono costretti i cavalli durante gli orari di “servizio” impedisce loro di compiere i naturali movimenti legati al pascolamento e ciò, unitamente all'uso dei finimenti e delle imboccature, crea conseguenze sull'apparato muscolo-scheletrico.

- La battaglia di IHP è per i cavalli, non contro qualcuno: spesso (e non solo con riferimento alle carrozze) il vero problema è una scarsa conoscenza degli animali, figlia di una cultura sbagliata che vede nel loro utilizzo l'unica e sola forma possibile di convivenza. Lavare, strigliare e lucidare un cavallo non è, contrariamente a quanto molti pensino, qualcosa che migliori il suo benessere, quando quell'animale vive in modo innaturale le sue giornate.

- Qualcuno sostiene che le carrozze per i turisti facciano parte della tradizione. Qualsiasi tradizione, se tale è davvero nello spirito di una comunità, deve evolversi e stare al passo con i tempi, altrimenti diventa una usanza, priva di qualsiasi connotazione culturale e etica.

- Alcuni sostengono che, limitando l'attività delle carrozze, i cavalli possano rischiare di finire al macello. Anche questa argomentazione rivela una scarsa conoscenza della realtà: la stragrande maggioranza dei cavalli usati a scopi commerciali o ludico-sportivi finisce già oggi al mattatoio, una volta che questi animali non possono venire più usati per anzianità o per patologie. Il cavallo è un animale longevo (può vivere anche oltre i 30 anni) e mantenerlo può essere oneroso, in considerazione del fatto che la vecchiaia può essere lunga. Nel nostro Paese, nel 2018, sono stati macellati più di 41.000 equidi e si stima che una grossa percentuale provenga dai circuiti di ippica e sport equestri ma anche da usi minori, tra cui le carrozze. Un eventuale progressivo smantellamento dell'anacronistica attività delle carrozze in città potrebbe dare a qualche cavallo un'opportunità di vivere una vecchiaia serena, qualora si prevedesse il coinvolgimento associazioni competenti e qualificate per individuare oculati ricollocamenti.

Ci auguriamo che i toni di una eventuale discussione in Regione tengano conto di questi fatti oggettivi, rendendoci disponibili a qualsiasi approfondimento e confronto.


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