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Anagni, cavalli vaganti tra le case. IHP al Ministero: basta scaricare sui sindaci un problema nazionale

30/09/2026

Nella zona dei Monti, ad Anagni (Frosinone), cavalli e bovini liberi attraversano le strade, entrano nei terreni privati e arrivano davanti alle abitazioni. Danneggiano recinzioni, orti, il parco giochi e il campo di calcetto, occupano i fontanili, bloccano il passaggio delle auto e del pulmino scolastico. Lo riportano alcune testate locali, dando voce ai residenti delle località Belvedere Castellone e Fucigno, che parlano di 50-70 cavalli. Le segnalazioni proseguono da oltre dieci anni: il primo esposto risale al 2014, un altro è stato inviato nel 2023 a Comune e Prefettura. La domanda dei residenti è sempre la stessa: chi deve intervenire, con quali mezzi e in quali tempi.

Da dove arrivano questi animali

I cavalli di Anagni sono quelli che IHP definisce vaganti: animali di cui allevatori o detentori hanno perso il controllo, per incuria o per scelta. Il fenomeno si sta estendendo: se ne parla soprattutto per Lazio e Campania, ma è presente anche in altre regioni, come ad esempio in Molise con i cavalli Pentro. È l'esito di politiche che incentivano l'allevamento di equidi senza controlli adeguati su chi alleva.

L'equivoco dei "semiselvatici"

Secondo una nota del Ministero della Salute del 6 settembre 2022, gli equini “semiselvatici” sarebbero quelli che vivono e si riproducono esclusivamente allo stato libero senza il contatto con l’uomo. Nella stessa nota, il Ministero delega a Regioni, Province, Comuni e ASL i piani di intervento e di gestione di quelle popolazioni. Per IHP si tratta di un'interpretazione errata della normativa europea.

Il Regolamento delegato (UE) 2019/2035 (art. 60) e il Regolamento di Esecuzione (UE) 2021/963 (art. 31), nel definire gli equini allo stato semiselvatico, si riferiscono infatti a equini detenuti, cioè appartenenti a un operatore, che vivono in zone determinate, notificate dallo Stato membro alla Commissione europea e registrate come stabilimento, con i relativi dati geografici. Per questi animali è prevista una sola deroga: l'identificazione in anagrafe può essere rinviata fino a quando il cavallo non viene allontanato dalla popolazione, per esempio per essere avviato al macello o trasferito. Non si tratta, dunque, di animali senza proprietario né liberi di spostarsi ovunque, tantomeno sui terreni privati.

Quelli di Anagni, dunque, non sono equidi semiselvatici ma vaganti, una categoria che lo Stato dovrebbe normare urgentemente. Scaricare sui Comuni un fenomeno di scala nazionale produce due effetti opposti: l'inerzia, che i residenti di Anagni descrivono come uno "scaricabarile", oppure interventi improvvisati, fino alla cattura e all'abbattimento. Nel 2025 la Regione Lazio ha stanziato 600.000 euro per contributi ai Comuni destinati al contenimento degli equidi e dei bovini "inselvatichiti", con linee guida che prevedono anche l'abbattimento e la vendita delle carni. IHP ne ha chiesto l'annullamento e chiede che venga reso pubblico come e dove quei fondi sono stati impiegati.

Le richieste delle associazioni al Ministero

Da oltre un anno IHP, insieme ad altre associazioni*, chiede al Ministero della Salute di allinearsi alla normativa europea e di distinguere con chiarezza tre categorie:

  • semiselvatici: cavalli di allevatori, identificabili e legati a un territorio delimitato, registrato e controllato dalle ASL, come previsto dai Regolamenti UE;
  • inselvatichiti: popolazioni che vivono libere da almeno tre generazioni, come i cavalli della Val d'Aveto e della Calvana, oggi prive di qualsiasi tutela giuridica e da riconoscere come patrimonio collettivo;
  • vaganti: animali sfuggiti al controllo dei proprietari, che richiedono una disciplina nazionale specifica, con identificazione, ricerca dei responsabili, sanzioni e una gestione non cruenta, invece della delega ai sindaci.

«Il Ministero non può lavarsene le mani», dichiara il presidente di IHP Sonny Richichi. «Il problema nasce a monte, dalle politiche che spingono la produzione di cavalli senza controllare gli allevatori, e a valle ricade su animali, cittadini e amministrazioni locali lasciati senza strumenti. Il 6 ottobre chiederemo nuovamente al Ministero di correggere un'interpretazione che contrasta con il diritto europeo e di assumersi la responsabilità dei cavalli vaganti e di quelli inselvatichiti.»

Martedì 6 ottobre IHP parteciperà alla nuova riunione convocata al Ministero su questo tema. A Anagni, come in tante altre zone d’Italia, residenti e cavalli hanno lo stesso interesse: una norma chiara, che stabilisca chi risponde di questi animali.

* LAV Lega Antivivisezione, Associazione Salvaguardia e Sviluppo della Calvana, I Cavalli Selvaggi dell’Aveto e Fondazione Islander.

 
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