17/06/2026
Un incendio divampato ieri pomeriggio ha distrutto una scuderia dell’ippodromo Sant’Artemio. Sei cavalli sono rimasti uccisi dal fumo e dalle fiamme, intrappolati nei box. L’intera struttura è poi collassata. I Vigili del Fuoco sono arrivati con 5 mezzi, ma per i cavalli era troppo tardi.
IHP ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica al fine di accertare eventuali responsabilità per quello che, forse, era un incidente prevedibile.
Infatti, l'ippodromo di Treviso è stato al centro di polemiche e di segnalazioni per la sicurezza e la gestione delle strutture, in particolare per: accessi lasciati aperti e non controllati, pericoli strutturali (anche nella zona box), e ripetuti guasti agli impianti elettrici.
Non a caso, i rilievi iniziali dei Vigili del Fuoco sembrerebbero ipotizzare un corto circuito partito da un quadro elettrico, che avrebbe innescato l’incendio della paglia e del fieno presenti all’interno, dando fuoco poi a tutta la struttura in legno.
Il Comune di Treviso, proprietario dell’ippodromo, in occasione dell’ultimo rinnovo della concessione all'attuale gestore – la società Nordest Ippodromi SpA il cui direttore è Stefano Bovio – nel luglio 2024, aveva avanzato specifiche linee guida per l'adeguamento e la messa a norma dell'impianto. In particolare, gli interventi richiesti riguardavano:
Di queste pregresse criticità strutturali, tuttavia, non vi è traccia nelle prime dichiarazioni pubbliche del sindaco di Treviso, Mario Conte, che ieri si è limitato a esprimere il proprio profondo sgomento e il cordoglio della comunità cittadina tramite una nota ufficiale focalizzata sulla tragedia.
Abbiamo trasmesso alla Procura gli articoli di stampa e le dichiarazioni apparse sui canali social nei mesi scorsi, elementi che dimostrerebbero che i problemi strutturali dell’ippodromo e i rischi connessi, compreso quello di incendio, fossero già emersi all'attenzione della società Nordest Ippodromi SpA, del Comune di Treviso e della Direzione Generale per l’Ippica del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), che pure ha elargito quasi 860mila euro di sovvenzioni all’ippodromo per l’anno 2025.
Abbiamo chiesto alla magistratura di indagare per accertare se il cortocircuito riscontrato sia nato da un evento del tutto fortuito o se vi siano state carenze o omissioni nella manutenzione dei sistemi elettrici, specialmente alla luce della documentata conoscenza delle criticità strutturali della struttura.
Come sempre, non manchiamo di far notare che i sei cavalli sono morti anche perché erano imprigionati in un box, invece che essere gestiti nel rispetto delle loro caratteristiche etologiche e cioè liberi in grandi spazi e in compagnia dei loro simili.
(immagini: Vigili del Fuoco)