07/05/2026
È arrivata puntuale anche quest'anno la donazione di AISPA — The Anglo-Italian Society for the Protection of Animals a copertura di una parte delle spese di gestione del Centro di recupero di Montaione. Un sostegno che si rinnova dal 2010 e che, nel tempo, è diventato uno dei pilastri economici su cui poggia il lavoro quotidiano dell'associazione.
La conferma è arrivata con una lettera firmata da Andy Geddes, a nome del consiglio di amministrazione di AISPA, che ha comunicato l'erogazione al termine della valutazione del Refuge Report Form presentato da IHP per il 2026. Tra le voci incluse nella richiesta di finanziamento figurava anche un carrello a motore per la movimentazione del foraggio e dei materiali all'interno del Centro: AISPA ha scelto di inserire questo acquisto nel proprio Annual Appeal rivolto ai sostenitori, invitando IHP a destinare una quota della donazione proprio a questa attrezzatura.
Chi è AISPA e perché il suo sostegno conta
Non si tratta di un sostenitore qualunque. AISPA — con sede a Londra — è un'organizzazione con radici profonde e una storia che precede di molto l'esistenza di IHP stessa. Nata come Hawksley Society for the Protection of Animals and Birds in Italy e poi diventata nell'attuale forma nel 1952, affonda le sue origini nell'opera di Leonard Hawksley, un giovane inglese che alla fine dell'Ottocento arrivò in Italia e non riuscì a restare indifferente di fronte alle condizioni in cui versavano gli animali da lavoro. Cavalli e muli spronati senza sosta, costretti da morsi rinforzati con chiodi, percossi nelle strade di Napoli e di Roma: quella che Hawksley vide non era crudeltà episodica, ma un sistema.
Ci lavorò per decenni, a costo di conseguenze personali gravi — fu aggredito e perse l'uso di un occhio — fondando decine di associazioni per la protezione degli animali, contribuendo alla nascita della Croce Blu italiana durante la Prima guerra mondiale e salvando migliaia di cavalli e muli impiegati al fronte. A chi gli chiedeva perché uno straniero si occupasse degli animali di un Paese che non era il suo, rispondeva con una frase rimasta: «Perché gli animali non hanno nazionalità».
Da quella eredità è nata un'organizzazione che ancora oggi raccoglie fondi in tutto il mondo e li indirizza verso realtà italiane impegnate nella protezione animale. IHP è entrata in questo circuito nel 2010, quando AISPA decise per la prima volta di sostenere un progetto dedicato specificamente ai cavalli e agli altri equidi.
Quindici anni di continuità
Il rapporto tra le due associazioni non si è mai interrotto. Nel corso di questi quindici anni il sostegno di AISPA ha contribuito a coprire spese di gestione, cure veterinarie e interventi sul Centro, in un contesto in cui IHP opera senza contributi ministeriali e senza rimborsi dalle Procure per gli animali sequestrati e affidati in custodia giudiziaria.
«Se in questi anni siamo andati avanti e siamo cresciuti, lo dobbiamo a chi ha creduto in noi fin dal primo momento» ha dichiarato il presidente Sonny Richichi. «Il sostegno di AISPA non è solo economico: è la conferma che il lavoro che facciamo è riconoscibile e credibile anche oltre i confini italiani.»
AISPA effettua visite periodiche ai progetti che finanzia, anche senza preavviso, per verificare il mantenimento degli standard. Una trasparenza che IHP condivide e valorizza.
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