06/05/2026
Ci sono storie che raccontano il lavoro di IHP meglio di qualsiasi rendiconto. La storia di Foxy è una di queste.
Foxy è nato nel 1991. È arrivato al Centro IHP per l’accoglienza di cavalli positivi AIE a San Miniato, il 4 giugno 2009: la sua positività all'Anemia Infettiva Equina era stata accertata mentre viveva in un maneggio di Roma, dove aveva trascorso diversi anni. Nei due mesi successivi al test, prima del trasferimento al Centro, Alessia aveva subito pesanti pressioni — dai proprietari degli altri cavalli del maneggio e anche dall'ASL — perché Foxy venisse abbattuto. Era, nelle parole di chi insisteva per l'abbattimento, un cavallo «pericoloso». In realtà era, ed è tuttora, un cavallo perfettamente sano: né prima né dopo il test AIE ha mai sviluppato la malattia, né tantomeno ha mai trasmesso il virus ad altri equidi.
Alessia non ha ceduto a quelle pressioni. Ha trovato nella disponibilità di IHP e nel via libera dell'ASL la strada per portare Foxy in un luogo dove potesse vivere con dignità e protetto. Da allora contribuisce alle spese che IHP affronta per il mantenimento quotidiano.
Il 5 maggio 2026 Foxy ha compiuto trentacinque anni. Anna Vannucchi, dello staff di IHP che ogni giorno si prende cura di lui e degli altri cavalli positivi AIE nel Centro di San Miniato, è andata a prendere Alessia alla stazione del treno e l'ha accompagnata al Centro per la festa.
Come l'anno scorso, come ogni anno: mele tagliate, "tanti auguri" cantato con affetto, qualche foto e qualche video. Una festicciola, come la chiama Anna. Ma una festicciola che racconta qualcosa di importante.
Alessia ha comprato casa e ha un terreno. Potrebbe, tecnicamente, riportare Foxy con sé. Non lo farà. "Sarebbe un atto egoistico", ha detto. "Tanti anni che è qui, col suo branco. Portarmelo a casa sarebbe meglio per me, ma non per lui. Lui ci soffrirebbe, perché la sua famiglia è lì."
Foxy è il cavallo più anziano attualmente ospitato da IHP. Trentacinque anni sono un'età che molti cavalli non raggiungono — non perché la longevità sia biologicamente impossibile, ma perché le condizioni di vita spesso non la consentono. Il fatto che un cavallo positivo all'AIE arrivi a questa età in buona salute dimostra almeno due cose.
La prima: che l'Anemia Infettiva Equina non rappresenta un pericolo tale da giustificare le misure di contenimento e di isolamento adottate a livello europeo: lo sviluppo della malattia vera e propria è un fatto rarissimo e quasi tutti gli equidi trovati positivi al test sono portatori sani, che non si ammalano e che non possono trasmettere il virus ai loro simili. I cavalli positivi possono vivere a lungo e bene come tutti gli altri. IHP lo sostiene da anni e ne è la dimostrazione vivente, con un intero branco di cavalli positivi in perfetta salute nel Centro di San Miniato.
La seconda: che una buona gestione — alimentazione corretta, cure veterinarie, rispetto delle esigenze etologiche, libertà di vivere in branco — fa una differenza enorme sulla qualità e la durata della vita di un animale. Non è fortuna. È cura.
La storia di Foxy e Alessia racconta anche un'altra cosa: che è possibile amare un animale al punto da mettere il suo benessere davanti al proprio desiderio di averlo vicino. È il tipo di consapevolezza che IHP cerca di diffondere ogni giorno. E Foxy, trentacinque anni e ancora in ottima forma, ne è la testimonianza più eloquente.
VIDEO: La storia di Foxy
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