30/12/2025
Nel 2025 IHP ha proseguito il lavoro di vigilanza sulla gestione dei pascoli pubblici, sia nei contesti in cui pratiche prive di controllo vengono giustificate come “tradizione”, sia per tutelare quelle realtà che invece sono realmente “selvage”. In Molise, sul fronte dei cavalli Pentro, una recente sentenza del TAR ha confermato la legittimità di misure di tutela che IHP chiede da anni, come il divieto di pascolo nei mesi invernali nelle aree più esposte e l’obbligo di identificazione dei cavalli. Viceversa, abbiamo dialogato con i ministeri competenti per salvaguardare i cavalli inselvatichiti che sono a rischio concreto di abbattimento a causa di una errata interpretazione delle norme europee da parte delle autorità italiane. Su entrambi questi fronti, attendiamo l’adozione di misure concrete che monitoreremo con puntualità e attenzione.
Uno dei pilastri dell’attività 2025 è stato il contrasto alle filiere illegali che prosperano nell’opacità: corse clandestine, macellazioni abusive, stalle irregolari. IHP ha collegato singoli episodi a un problema sistemico: l’assenza di una tracciabilità efficace dei cavalli, che favorisce lo sfruttamento ad opera della criminalità anche di tipo mafioso. Denunce, segnalazioni e pressione istituzionale hanno contribuito a portare questi fenomeni all’attenzione delle autorità e dell’opinione pubblica.
Nel 2025 IHP ha denunciato con forza- ancora una volta - il paradosso di un comparto che continua a ricevere ingenti finanziamenti pubblici senza garantire adeguate tutele per i cavalli, né in carriera né al termine della stessa. Attraverso prese di posizione documentate, l’associazione ha chiesto trasparenza, prevenzione degli incidenti e responsabilità sul destino degli animali, collegando casi di cavalli morti in pista o ritrovati in condizioni drammatiche a un modello che scarica i costi sugli individui più vulnerabili.
IHP ha continuato a intervenire sul tema delle carrozze trainate da cavalli, denunciando condizioni incompatibili con il benessere animale in contesti urbani caratterizzati da traffico, asfalto e temperature elevate. Segnalazioni, esposti e attività di sensibilizzazione hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione su un tema che riguarda non solo i cavalli, ma anche il modello di turismo che vogliamo promuovere.
Nel corso dell’anno IHP ha monitorato e contestato manifestazioni che espongono cavalli e altri equidi a rischi elevati in nome del folklore. L’obiettivo è stato quello di affermare un principio chiaro: la tradizione non è un’esimente e la tutela degli animali deve prevalere su pratiche anacronistiche e pericolose. Non si tratta di “cancellare la cultura”, ma di spostare il confine dell’accettabile, affermando che nessuna tradizione può fondarsi sulla sofferenza animale. Siamo intervenuti tempestivamente anche in occasione di diverse sagre di paese che avevano organizzato lotterie mettendo in palio, come premio, cavalli e puledri, facendole annullare.
IHP ha lavorato anche sul fronte della prevenzione, chiedendo protocolli chiari contro la West Nile Desease, limiti ai trasporti di animali in condizioni climatiche estreme e il contrasto all’uso improprio di farmaci. Azioni meno visibili, ma decisive per ridurre sofferenze evitabili.
Accanto all’azione istituzionale, il Centro di recupero di IHP ha continuato a garantire cure e riabilitazione a cavalli sottratti a maltrattamenti, percorsi di adozione responsabile e attività formative rivolte a studenti e professionisti. È qui che il sostegno dei donatori si traduce ogni giorno in cibo, cure, sicurezza e futuro per gli animali.
Il 2025 racconta un impegno che non si esaurisce nell’emergenza, ma lavora per cambiare le condizioni che producono sfruttamento. La tutela dei cavalli non è fatta di gesti isolati, ma di coerenza, competenza e perseveranza. Grazie al supporto dei sostenitori, dalle aule dei tribunali ai pascoli di montagna, dalle città d’arte ai centri di recupero, IHP ha continuato a presidiare ogni fronte con lo stesso obiettivo: difendere i cavalli oggi, per non doverli salvare domani.
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