...i miei tesori non luccicano né tintinnano,
essi brillano nel sole e nitriscono nella notte...

 

 

Gli zoo sotto le bombe - perché quella storia parla (ancora) di noi

13/10/2025

Il saggio World War Zoos dello storico John M. Kinder (University of Chicago Press) ripercorre la storia dei giardini zoologici negli anni della Seconda Guerra Mondiale, durante i quali vennero bombardati, saccheggiati, decimati, affamati: è anche un’allegoria delle crisi del nostro tempo, dove il collasso degli ecosistemi, la crescita demografica e l’aumento delle temperature minacciano la stessa esistenza di molte specie animali in tutto il pianeta. E offre molti buoni motivi per interessarsi al destino dei bioparchi, metafora di impotenza e degrado.

Gli zoo, fiore all’occhiello della propaganda del Terzo Reich, divennero al tempo stesso strumenti ideologici e luoghi di vulnerabilità estrema: privati di cibo, farmaci e personale, subirono bombardamenti, saccheggi, uccisioni preventive degli animali “pericolosi” e perfino razzie “selettive” da parte delle truppe naziste nelle aree occupate.

Gli zoo erano specchi in miniatura delle città in guerra. Ma il libro racconta anche pagine di umanità e coraggio: dal direttore dello zoo di Amsterdam che nascose centinaia di ebrei nelle gabbie vuote, al blocco di Leningrado, dove cittadini e guardiani inventarono di tutto per nutrire gli animali assediati. All’opposto, lo zoo accanto a Buchenwald resta la metafora più terribile: animali meglio trattati dei prigionieri, proprio per rimarcare l’ideologia del lager.

Parlare di zoo in guerra non è un esercizio di curiosità, ma un modo per interrogare responsabilità, propaganda, resistenza e scelte etiche quando la vita - umana e animale - è sotto assedio. E, per estensione, è un monito per l’oggi: collasso degli ecosistemi, crisi climatica, perdita di biodiversità mettono di nuovo le specie (domestiche e selvatiche) in condizioni-limite. Per chi come noi è impegnato nella tutela degli equidi, nel libro c’è una anche lezione precisa: le istituzioni che ospitano e rappresentano gli animali non sono mai neutre; dipendono da specifiche politiche pubbliche e da determinate etiche di gestione.

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