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Aberrante presa di posizione della Federazione Europea dei Veterinari

Aberrante presa di posizione della Federazione Europea dei Veterinari
(16 settembre 2011)

La FVE, Federazione dei Veterinari Europei, ha recentemente pubblicato una presa di posizione che sta facendo molto discutere.

Come sappiamo, dal punto di vista legale in tutta Europa, Italia compresa, il cavallo è una specie che, semplificando, possiamo considerare intermedia tra l'animale d'affezione e l'animale da reddito. Infatti ad ogni singolo equide il proprietario dà una “destinazione”. Destinato alla Produzione Alimentare (DPA) o non-Destinato alla Produzione Alimentare (non-DPA). Di fatto se il proprietario decide di dichiarare il proprio cavallo DPA, esso sarà liberamente macellabile ma dovrà sottostare a determinate regole in tema di farmaci; una via di compromesso tra la cura delle eventuali malattie o incidenti e la teorica salubrità delle carni per il consumo umano. Qualora invece il proprietario decida che il proprio cavallo sia non-DPA, allora dopo questa scelta, che è irreversibile, non potrà mai macellare il suo animale e sottostarà a norme diverse per quanto riguarda i medicinali, potendo curare al meglio il proprio animale.

A chi scrive sembra chiaro il processo culturale che è alla base di questa normativa: il cavallo pur essendo stato considerato per tanto tempo un animale da reddito, viene ora sempre più considerato un animale d'affezione e per sempre più proprietari di cavalli, specialmente in alcune zone del continente, la possibilità di macellare il proprio compagno di vita è una possibilità che provoca solo orrore.

Il passo che la logica vuole che venga fatto nel tempo è l'escludere a priori la possibilità di macellazione in modo che la normativa possa seguire fedelmente i canoni morali della maggioranza dei cittadini.

Secondo la presa di posizione ufficiale della Federazione Europea dei Veterinari, viceversa, la “macellazione dei cavalli è la naturale conseguenza del possesso di cavalli per sport, piacere e/o produzione alimentare”.

Se già una istituzione veterinaria che esprime concetti così distanti dalla sensibilità comune potrebbe dare adito a censura, ciò che lascia interdetti è la motivazione: “l'eliminazione dell'opzione macellazione per consumo umano (…) è probabile che porti ad abbandonare gli animali o a trascurarli”

E' chiarissima la logica aberrante che si sottintende: invece che educare al rispetto per la vita e con questo prevenire reati (ricordiamo ai membri del Consiglio della FVE che l'abbandono di un animale è un reato in tutti i Paesi della UE così come lo è la sua uccisione immotivata), invece che reprimere, anche duramente, le attività eventualmente criminose, invece che procedere in un percorso di civilizzazione che ormai abbiamo già intrapreso, si preferisce tornare indietro nel tempo e nella sensibilità per paura che qualcuno delinqua.

La piaga dell'abbandono e/o dell'uccisione dei cani prima dell'estate e ad inizio della stagione venatoria in Italia è inquietante. Perché non permetterne allora la macellazione? In questo modo la famigliola che vuole andare in vacanza senza il peso del proprio compagno peloso (o il cacciatore che non vuole mantenere un cane che si è rivelato non adatto al suo “sport”) può tranquillamente macellarlo e magari ricavarci anche qualche spicciolo invece che delinquere abbandonandolo o affogandolo.

IHP chiede alla FVE copia del verbale della riunione in cui è stato deciso di pubblicare un tale aberrante documento e invita il Consiglio di Amministrazione della FVE a ritirare tale presa di posizione o a lasciare l'incarico ad altri più in sintonia con l'evoluzione culturale del continente.