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Corse storiche, altro cavallo PSI morto

Corse storiche, altro cavallo PSI morto
(2 ottobre 2017)

E' accaduto a Moie (AN): la recente modifica dell'Ordinanza palii miete un'altra vittima.

Ieri mattina un cavallo impiegato nelle prove delle c.d. “Giostre Medioevali di Moie” ha subìto un grave infortunio ed è stato successivamente abbattuto.
Questa mattina abbiamo ricevuto conferma della circostanza, avendo contattato il Dott. Stefano Sgariglia, medico veterinario presente alle prove, il quale ci ha spiegato che il cavallo aveva subito una frattura massiva del radio e che era stato trasportato presso la clinica di Camerino, dove però hanno constatato che la gravità dell'incidente era tale da non consentire tentativi di recupero. Il cavallo è stato quindi sottoposto a eutanasia.

IHP ha scritto al Ministero della Salute, Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario, per chiedere di fare le opportune verifiche sulla manifestazione “Giostre Medioevali Moie”, organizzata dall'Associazione Equestre Vallesina

In particolare, ha chiesto di verificare:
- il rispetto dell'Ordinanza Ministeriale 1 agosto 2017 (Proroga e modifica dell'ordinanza contingibile e urgente 21 luglio 2011 e successive modificazioni).;
- l'esistenza di un regolamento antidoping e delle sue modalità di applicazione, in quanto non ne troviamo traccia nel regolamento pubblicato sul sito:;
- la presenza di un'ambulanza veterinaria per tutta la durata della manifestazione, comprese le prove.

Commenta Sonny Richichi, presidente di IHP: “Questo ennesimo gravissimo episodio conferma quanto sia stata scellerata la decisione del Ministero della Salute di consentire nuovamente l'impiego dei cavalli di razza PSI nelle giostre, nelle quintane e nelle similari manifestazioni storico/folkloristiche, senza prima adottare misure per garantire maggiori tutele e controlli, come più volte richiesto da IHP (vedi nostro articolo in merito)
Dopo il cavallo Wind of Passion, morto a Foligno il 18 giugno, dobbiamo dare notizia adesso di un'altra morte. Quante altre ne occorreranno prima che il Ministero della Salute ci dia ascolto?”